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Per praticare il difficile  compito di curare, la scienza deve anche conoscere la fitoterapia. Infatti la terapia attraverso i preparati vegetali è antica quanto la medicina: il più antico libro di fitoterapia viene attribuito all’imperatore Chin-Nong (circa 2700 a.C.). L’azione farmacologica di una pianta è possibile quando l’estratto vegetale ne conserva integri i principi attivi. Nella complessità delle cure fitoterapiche, attualmente sono utilizzati soprattutto gli estratti vegetali titolati.

E quando serve anche un piccolo momento di conforto “curativo”, nulla di meglio di una fumante tisana da sorseggiare sulla poltrona preferita…

 

I principi attivi delle piante

Il metabolismo della pianta verde produce protidi e glucidi ,questi ultimi poi trasformati in altri composti tra cui i lipidi,importantissimi per le strutture vegetali. Sono soprattutto gli elementi secondari del metabolismo delle piante (glucosidi, alcaloidi, oli essenziali e tannini ) che vengono utilizzati in campo terapeutico. I vegetali possono fornire inoltre oligoelementi, vitamine ed antibiotici.

 

Parti delle piante con valore terapeutico

Dal momento che non tutte le parti della pianta contengono in egual misura i principi attivi, quelle utilizzate a scopo terapeutico sono dette DROGHE VEGETALI .  Anche le secrezioni delle piante possono essere  droghe vegetali, come ad esempio le resine e le gomme.   La foglia è la droga più usata, produce glucosidi e la maggior parte degli alcaloidi. Anche nella corteccia si trovano molti principi attivi, addirittura il legno può essere utilizzato : da quello di betulla si ottiene il carbone vegetale.  Nella radice spesso si accumulano zuccheri, vitamine o alcaloidi.  Nei petali di alcuni fiori si ritrovano principi attivi molto apprezzati in fitoterapia: la corolla della rosa rossa contiene contiene tannini, quella della ginestra  flavoni.  I peduncoli delle ciliegie sono diuretici,ed il polline è ricco di vitamine ed oligoelementi.  Nei frutti spesso sono racchiusi oli essenziali ( ad es. finocchio, anice e cumino).  Il seme fornisce la maggior parte degli oli vegetali.

 

Precauzioni dell’utilizzo delle droghe vegetali

Ricordiamo che   le piante medicinali, come i farmaci di sintesi, hanno precise indicazioni e caratteristiche, e possono provocare sia effetti farmacologici favorevoli sia effetti tossici.  Esistono droghe molto attive e  tossiche, quali la digitale, la belladonna , lo stramonio; e droghe poco attive e praticamente atossiche quali la malva, l’alte a, la gramigna. Sottovalutare l’efficacia di una pianta medicinale può essere estremamente pericoloso, e pure una possibile reazione di intolleranza medicamentosa di tipo farmaco-allergico è sempre  possibile: non si conoscono infatti sostanze totalmente anallergiche. Dunque, per  il corretto utilizzo delle piante fitoterapiche,  sono sempre indispensabili  precise conoscenze botaniche, chimiche e farmacologiche  riservate  sicuramente alla collaborazione medico-farmacista.